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Fantasia e capacità

26 marzo 2008





Il modo in cui tutto procede attesta in modo inequivocabile che si è nella totale trasformazione. Va da se che, poiché nulla avviene per caso, solo toccando il fondo si può risalire; si può rinascere. Solo una destabilizzazione totale può consentire di ripartire su nuove basi.
Ma una destabilizzazione totale è anche un segnale ben preciso: sta succedendo qualcosa di importante nel cuore della Terra e la Terra lo esprime.
Capire questo consente di cavalcare il contraccolpo che in automatico si viene a creare.
Se tutto crolla perché collassa un sistema la soluzione è immettersi direttamente nel nuovo stato; quello già pronto e collaudato che deve solo essere applicato.


L'applicazione consta di regole, semplici se si vuole, ma a condizione di non volere trascinarsi dietro la zavorra cui si è ormai assuefatti senza quasi rendersene conto.
Le regole sono di ordine pratico e riguardano tutti. Nel nuovo corpo della Terra ogni cosa deve essere in linea con le vibrazioni che la Terra stessa emette e, in base a come si entra in risonanza, questo determina la condizione nella quale ci si va a ritrovare.


L'armonia è assicurata in partenza. Solo un certo tipo di “caratteri” possono supportare tali vibrazioni e pertanto l'autoselezione è funzionale a ciò che si deve fare e non a ciò che si vorrebbe fare. Chi pensando di poter trarre propri profitti a scapito di altri, si autoelimina in partenza perché il suo tipo di vibrazione non è in sintonia col nuovo stato d'essere. È automatico: tutto ciò che attiene ad egoicità in ogni sua sfaccettatura non trova accoglienza nella nuova Terra. E non tanto perché venga rifiutato o ostacolato ad accedervi, non riesce proprio, perché si scontra con un tipo di vibrazione che non riesce a conciliare col suo stato d'essere.


Una Terra per buoni è dir poco. La nuova Terra dovrà essere all'altezza di conferire ed uniformarsi con una fratellanza dove non esiste l'inganno o il sotterfugio, la sete di predominio piuttosto che quella del guadagno, e non perché rigide regole lo impongano ma perché lo stato d'essere manifesta la totale mancanza di un tale genere di “qualità”che vanno esplicitate in stadi diversi della coscienza e della esistenza. Esistere è un attributo che riguarda tutti, il modo di esistere ciò che fa la selezione.


Il passaggio però non avviene in modo automatico. Bisogna fare delle scelte. Ed è naturale che questo comporta e comporterà perdita di apparente potere da parte di chi abituato ad averlo vuole andare a far parte del nuovo mondo.
Ma non c'è soluzione. O ci si adegua (e sinceramente) perché riuscendo a fare emergere l'anima si arriva a tale determinazione, oppure si ha tutto il tempo per continuare a perseverare sulla vecchia via. Strada che conduce ancora dove normalmente si arriva quando si nasce uomini sulla Terra per morire da uomini mentre si cerca (se lo si concepisce) di fare emergere l'essenza di sé.


L'emersione dell'anima, dell'essere immortale che è in ognuno, è la novità vera. Ciò che consente di potere andare a fare parte della nuova Terra. Una Terra di immortali se si vuole, perché gli obiettivi da centrare hanno bisogno anche di tale requisito.
Sembra un paradosso eppure se emerge l'anima, proprio perché l'anima è immortale; anche l'uomo lo diventa. Emersione non è altro che totale identificazione tra uomo ed anima. Il fatto che ciò sembra inverosimile è solo dovuto a mancanza di familiarità sia con l'argomento sia sull'approccio da tenere per agevolare l'emersione dell'essere immortale che è in ognuno.


Andando per gradi bisogna innanzitutto conoscere. Conoscere ciò che succede e come fare per cercare di approcciare la propria anima affinché divenga fattibile il passaggio che immette nella nuova Terra.


Un passaggio di stato è sempre destabilizzante. Si lascia una data condizione per un'altra e questo comporta timore iniziale con successivo adeguamento da dovere integrare in se stessi. Pur tuttavia, oltre che necessario, è quanto mai importante farlo in fretta. Non c'è da attendere che la nuova Terra si manifesti, perché la nuova Terra c'è già. Non la si vede e riconosce solo perché ancora nella condizione fisica non opportunamente tarata alle nuove frequenze vibrazionali.
Pertanto chi nella condizione di avere capito ed anzi in linea con il progetto uomo nuovo, può diventare immediatamente operativo nella nuova Terra svolgendo il difficile compito di preparare altri a tale passaggio.
Più (in chi è pronto) c'è dedizione al nuovo, tanto meglio e tanto prima avviene l'identificazione. Si permette infatti all'anima di iniziare ad esprimersi. Sempre ammesso che si sia capito; e che non si confonda il proprio voler prevalere (anche in modo altruistico) con l'emersione dell'anima.
Del resto anche in questo caso gli automatismi fanno la differenza.


Ciò comunque su cui deve maggiormente concentrarsi chi crede di essere nella condizione corretta per procedere nel nuovo mondo, è familiarizzare con la trasmissione del pensiero.
Fare sorgere l'automatismo che consente prima di “sentire” bene, permette dopo di trasmettere il pensiero in modo che (visto che la trasmissione del pensiero è requisito dell'anima ormai emersa nell'uomo che è in tale condizione) vada a sollecitare (perché di pari vibrazione) l'interiorità di chi tramite questo può approdare al suo risveglio; con conseguente accelerata presa di coscienza perché si bypassano stadi intermedi utili alla verifica ma non più necessari quando è l'anima stessa che sollecitata inizia a presenziare direttamente nell'uomo.


Intuire da ciò che il lavoro da compiere non è semplice è un fatto, applicarsi è la soluzione. Anche perché viene data all'anima la possibilità di emergere meglio fino alla completa identificazione.
La trasmissione del pensiero è scuola formativa perché più ci si applica a tale realizzazione e tanto meglio questo consente di percepire l'anima fino a diventare prima la sua interfaccia e poi l'anima stessa.


Le cose non avvengono mai attraverso balzi nel buio. L'applicazione in questo caso è l'anello che congiunge stati d'essere diversi dove gradualmente cessa quello egoico perché gradualmente emerge quello dativo; quello relativo all'anima.
Avere coscienza è un atto di coerenza. Quando la coscienza cambia, se avviene volutamente, è un atto di coerente capacità. Capacità che significa anche iniziare a fidarsi di chi trasmettendo da dentro immette dove è opportuno svolgere la propria opera tenendo conto di tutto; proprio di tutto.